01 agosto 2017

Facebrutt

La sindaca posta  un comunicato su facebook
L'opposizione risponde su facebook
Il manager dimissionato comunica su facebook

Il TG riporta quello che la fidanzata trans della vittima ha scritto sulla sua bacheca di facebook.
Il papà mette su facebook la foto del figlio ricoverato in ospedale.
La mamma scrive su facebook in merito alle cause del ricovero del figlio...
Etc.

8 commenti:

fracatz ha detto...

facebook soddisfa appieno il nostro amato generoso immaginifico bobbolo. Prima di lui ne erano usciti altri di affabulatori tipo la vita virtuale, nella città virtuale, con un lavoro virtuale e poi ne uscì anche un altro con il cimitero virtuale, però non so se ancora esistono e nemmeno ne ricordo i nomi

La Laura ha detto...

Inoltre Trump dichiara guerra di qui e di là su Twitter

Lorenzo ha detto...

Non avendo nessun account sui "social" (ricordo che il termine è improprio) non so di cosa parli, per me sono cose che non esistono. Comunque, dato che pare abbiano deciso che gli scemofoni vanno usati con il comando vocale, in futuro le persone gli racconteranno le loro storie e lo scemofono le inoltrerà, previo filtraggio, a quella parte di mondo che fa lo stesso. Un giorno abbandoneremo la parola scritta.

Francesco ha detto...

esatto. ma il bello però sai cos'è? è che anche quelli che dicono di essere poco social in realtà lo sono tantissimo.....

Carlo ha detto...

Considero i così detti "social" degli strumenti fantastici per far circolare le informazioni, fare controinformazione e diffondere sapere. Hanno solo un difetto, talmente grande che vanifica i pregi. Il loro limite è che danno voce anche alla stupidità umana che, purtroppo, è prevalente e diffusa.

Lorenzo ha detto...

Carlo, ti sbagli, tecnicamente.

I "social" sono dei servizi resi disponibili da una certa azienda tramite Internet. Questi servizi di solito hanno la funzione di consentire all'utente ignaro dei tecnicismi di pubblicare contenuti, di accedere ai contenuti pubblicati da altri e la funzione di memorizzare tutti questi contenuti da qualche parte, sui computer controllati/gestiti dalla azienda di cui sopra.

Ci sono queste conseguenze:
1. il servizio funziona con le modalità sia tecniche che concettuali e legali stabilite a priori dalla azienda che ti chiede di sottoscrivere un contratto nel momento in cui ti iscrivi presso il loro servizio.
2. i contenuti possono essere filtrati, manipolati, censurati secondo le logiche della azienda o di entità terze che hanno una leva sulla azienda, per esempio agenzie governative.
3. di solito il contratto stabilisce che i contenuti una volta inviati sui server della azienda diventano di proprietà della azienda medesima, ovvero rinunci a qualsiasi "diritto" nel senso del "copyright".

In sostanza i "social" esistono come emanazione di un "provider", con le stesse limitazioni dell'accesso ad Internet più ulteriori limitazioni legate alla "non-neutralità" del servizio per via del fatto che è fondato sui contenuti.

Le funzioni che hai elencato, quelle della "informazione" in senso lato NON dipendono dai "social" ma da Internet, che consiste in una certa somma di regole e protocolli che consentono di collegare tra di loro in modi disparati, dispositivi eterogenei, per esempio due computer che si trovano su due continenti differenti.

La sovrapposizione della idea dei "social" a quella di "Internet" NON è casuale ma è voluta, perché tutti gli INTERMEDIARI e i PROVIDER dei servizi hanno interesse a fare in modo che la gente non abbia idea che può collegare (con certi limiti) due dispositivi a caso ma che, al contrario, per potere "esistere" debba necessariamente dipendere dai suddetti intermediari e provider.

E' un po' come se tu non sapessi che puoi comprare il pane in un negozio qualsiasi ma fossi convinto che l'unico modo per avere il pane sia citofonare a casa mia e io scendo e te ne consegno un po', come pare a me.

La stupidità umana consiste nel non volere sbattersi quel tanto che serve per capire come funzionano davvero le cose e quindi delegare tutto ad altri. La famosa "pappa pronta". Questo e l'attitudine al conformismo, ovvero fare una cosa perché la fanno tutti.

Biagioli Alessandro ha detto...

anche twitter è molto usato spesso in politica piu di facebook ,che è una piazza virtuale che offre droga telematica al solo prezzo di sapere un bel pacchetto di cazzi nostri..droga libera e gratuita in cambio mi pare un buon compromesso

tvandtv ha detto...

Orrore e disgusto.
Non ho Fb, nn l'ho mai voluto e non cambio idea, gli amici li sento tutti su whatsApp.