11 novembre 2017

La passerella della stazione ferroviaria.

Bazzico molto meno di un tempo la stazione di Sarzana, che negli anni è un posto sempre più degradato. Di chi è la colpa? Ferrovie? Comune di Sarzana?
Non  conoscevo i protagonisti di questa vicenda, ma ricordo quando si consumò il dramma di questo giovane uomo, morto mentre stava lavorando,perchè  precipitato dalla passerella della stazione ferroviaria. Ad ogni buon conto il fatto di cronaca si può leggere QUI.
Io trovo giusto dare un sostegno alla moglie, ai genitori di Federico, in questa richiesta di giustizia negata e se anche una sola delle persone che legge queste righe lo farà, sarò contenta.
La storia di questa vicenda e la petizione si trovano QUI

5 commenti:

Lorenzo ha detto...

Sara, da un punto di vista tecnico, questo è uno dei miei argomenti ricorrenti, ovvero la obsolescenza degli edifici italiani e delle infrastrutture. Per varie ragioni alla gente viene inculcata l'idea che gli edifici siano un "capitale" che si rivaluta e che abbiano durata illimitata, invece che considerarli "macchine" che hanno una loro usura e un ciclo di vita alla fine del quale devono essere sostituiti, sia perché non hanno più senso economicamente, sia perché sono diventati "pericolosi" per i criteri attuali. Questo è un enorme problema che diventerà via via più drammatico mentre si manifestano i cedimenti degli edifici realizzati a partire dal "boom economico".

Da un punto di vista generale, il "degrado" dipende dal fatto che l'Italia è in fase di declino in ogni suo aspetto. Un declino che molti festeggiano come l'annuncio del Mondo Nuovo prossimo venturo in cui Sarzana sarà identica a Pipopiro a Pincopallandia. Ora, il caso della stazione di Sarzana che a te magari sembra importante è un problemino facilmente risolvibile rispetto a quello che succede nelle sterminate periferie delle aree metropolitane. Non mancano solo le risorse economiche, per cui il prelievo fiscale non è mai sufficiente nonostante ci si lamenti delle "politiche del rigore", mancano anche e prima di tutto le risorse ideali, culturali, mano a mano che si cancella l'idea stessa di Popolo e Nazione in funzione del famoso "Uomo Unico" di Scalfari, che deve essere lo stesso dall'Australia al Perù.

Poi, scendendo nel dettaglio meschino, la manutenzione delle "opere pubbliche" è estremamente difficoltosa perché sono stati frapposti mille passaggi burocratici che partono dalla idea che ogni singolo italiano è un delinquente e quindi bisogna mettere centomila controlli (di facciata) per evitare che ogni appalto si trasformi in una truffa.

fracatz ha detto...

oramai qui, da nojos, in thaja è tutto fermo, statico, bloccato, il bobbolo è stato costretto a capire la lezione, diciamo che se ti vuoi allargare il bagno, quatambia di più tutta la cavalleria che mette timbri ed i professionisti che devi assumere per presentare il progetto su cui apporre i timbri, che l'artigiano che poi si farà carico del lavoro. Ed ancora c'è la casta che al primo cedimento di un vecchio palazzo fatto nel dopoguerra con materiali scadenti (quelli del 600 sono ancora in piedi) si rifà sotto per imporre il libretto di fabbricato, come se con quei quattro timbri si risolvessero i problemi, ma scommetto che per prendersi la responsabilità di un inprevedibile crollo futuro i timbri necessari diventerebbero 69.
Ma almeno che si imponessero nei nuovi edifici criteri di costruzione antisismici, basterebbe copiare le leggi giapponesi

Luigi ha detto...

era nato anche lui il 3 novembre, che coincidenza!!!

Sara ha detto...

@Luigi, vero!

Mariella Esseci ha detto...

Petizione firmata😗